Papa Silverio

L’8 Giugno del 536 Silverio venne eletto Papa ed il 20 giugno dello stesso anno fu proclamato vescovo di Roma. Il pontificato di Papa Silverio, purtroppo fu breve, tormentato e costellato da innumerevoli calunnie.

L’ascesa italica dei bizantini interessò in prima persona Papa Silverio. Fu costretto infatti, per il bene comune, ad accettare il giuramento di fedeltà verso il popolo dei Goti, mai bellicoso nei confronti del clero romano, imposto da Vitige successore dell’imperatore Teodato, deposto per manifesta viltà. L’accordo prevedeva la resistenza strenua dei romani all’esercito bizantino, in attesa di un esercito Gotico ben più potente che doveva discendere l’Italia. Il fine di Vitige invece, più preoccupato di un estendersi verso nord del conflitto, era solo di rallentare e fiaccare l’ascesa dell’esercito bizantino, facendogli affrontare battaglie ed assedi lungo il percorso. L’accordo venne valutato da Papa Silverio per quello che rappresentava: un estorsione. Infatti, su consiglio del pontefice, l’accordo stretto con Vitige venne considerato ben presto nullo. Di certo il condottiero Gotico, sapeva che i cittadini di Roma si sarebbero immolati per difendere l’autorità pontificia, se quest’ultima lo avesse chiesto. Ma probabilmente, la sua ignoranza; lo limitò nel non considerare il Papa ed i suoi seguaci come una potenza diplomatica anche al di fuori delle mura romane.

Quando Belisario entrò a Roma per l’attuale porta S. Giovanni, venne accolto da Papa Silverio e da alcuni nobili con tutti gli onori. Belisario rimase affascinato dalla persona di Papa Silverio, uomo di carità ma di ferma ideologia apostolica e di cultura, tanto che dal colloquio, scaturì un rapporto di stima da parte del generale bizantino nei confronti del pontefice. La manifesta e forte volontà da parte del pontefice di non riconoscere altro potere se non quello di Dio, destò probabilmente nel generale bizantino non poche preoccupazioni e forse solo l’autorità che il Papa rappresentava risparmiò a Roma notevoli problemi. Dal colloquio che Belisario fece con Papa Silverio, emerse l’amarezza di quest’ultimo per gli avvenimenti sanguinosi che seguirono alla presa di Napoli,e la susseguente richiesta di essere più magnanimo possibile con gli sconfitti. Belisario allora, ordinò l’immediata ricostruzione di Napoli e la restaurazione delle chiese distrutte, rassicurando i napoletani fuggiti dalla città che al loro rientro non sarebbe susseguita nessuna rappresaglia punitiva

Il pontificato di Papa Silverio proseguì tra mille difficoltà, aggravatesi sopratutto a causa dall’esercito dei Goti riorganizzatosi ed in assedio su Roma. Nonostante ciò si riuscì alla nomina di: 14 sacerdoti, 19 vescovi e 5 diaconi. Purtroppo, ben presto Papa Silverio attirò su di se le antipatie dell’imperatrice di Bisanzio: Teodora. Il Pontefice giustamente rifiutò l’invito giunto per lettera dell’imperatrice che lo voleva in patria, per a suo dire, risistemare le problematiche ecclesiastiche lasciate in sospeso da Papa Agapito e che affliggevano il paese. Questa richiesta era mossa più da un fattore politico che religioso, infatti il patriarca Menna, reggente della chiesa di Bisanzio, era poco gradito dall’imperatrice che gli preferiva il già deposto eretico Antimo, più vicino come ideologia a Teodora, ed a cui si voleva ridare in titolo di patriarca. Oltretutto Papa Silverio rispose all’imperatrice con una lettera dove manifestava la sua più profonda indignazione, per una richiesta cosi assurda, come era il riinsediamento di un eretico sul posto riservato ai discepoli di Dio. Con questa lettera probabilmente Papa Silverio firmò la sua condanna a morte.

Secondo gli scritti di Procopio, storico del generale Belisario, la regina Teodora scrisse subito una lettera al generale Belisario ed alla moglie, nella quale manifestava la volontà di deporre Papa Silverio, con qualsiasi mezzo , anche un semplice pretesto. Il potere conferito dal titolo di Patricius, permetteva al generale non solo di comandare militari e civili, ma gli conferiva anche il potere giudiziario e in mancanza dell’imperatore ne poteva prendeva le veci.

Belisario, uomo fiero e di principio, non era molto propenso al tradimento nei confronti di Papa Silverio, al contrario della moglie Antonina bramosa di potere, che ben presto iniziò ad ordire trame contro il Pontefice. Il raggiro inventato da Antonina fu molto ben congegnato, infatti ad una serie di voci infamanti, fece seguire una lettera falsa di Papa Silverio ai Goti. In questa lettera falsa, veniva espressa la volontà del pontefice di tradire i romani. Sempre secondo questa lettera, il pontefice avrebbe favorito l’entrata di Vitige in Roma di notte, permettendo l’accesso per la “porta Asinaria” nei presso del suo palazzo in Laterano. Certamente la lettera non mancò di essere portata nelle mani di Belisario, che si limitò però solo a cambiare residenza, visto che era ospite nel palazzo Papale in Laterano.

Ma il problema, fu solo rimandato qualche giorno e gli eventi più tragici avrebbero avuto ben presto il loro epilogo.