A mezzogiorno circa del 20 Giugno le cose cambiano. Accompagnato dal suono delle campane, dai fuochi d’artificio e dalle sirene delle navi e delle migliaia di imbarcazioni che affollano la baia del porto, la statua del santo esce dal portone della Chiesa della SS.Trinità per iniziare il suo annuale giro per le strade dell’isola.

La processione si snoda con in testa lo stendardo seguito dai bambini. Seguono le donne, disposte in due file parallele ed ultimamente anche gli uomini organizzati in congreghe. La banda musicale precede le autorità civili e militari, ed il clero. Il Santo segue sistemato in una piccola barca ricoperta di garofani rossi e dietro un corteo composto da migliaia di persone.

Il percorso parte dalla Chiesa, attraversa piazza Carlo Pisacane e tutto il corso omonimo verso S.Antonio procedendo fino a Giancos tra orazioni e suppliche, mentre un’altra processione composta da piccole imbarcazioni lo segue parallelamente. Lo splendido mare dell’isola viene coinvolto infatti nell’evento da centinaia di barche piene di gente che affollano la baia del porto fino all’inverosimile. Così strette fra di loro, le barche sembrano formare quasi un tappeto che, lentamente e con non poche difficoltà, segue la statua del santo costeggiando il lungomare. A Giancos la processione compie il giro di boa soffermandosi per qualche minuto mentre si celebra la benedizione, poi intraprende il cammino di ritorno verso la Chiesa della SS.Trinità passando per le banchine e fermandosi davanti alle navi che sostano nel porto per impartire la benedizione alle medesime e ai loro equipaggi che a loro volta offrono al Santo composizioni di garofani e gladioli che vanno ad arricchire la già fastosa preparazione che ricopre la barchetta. Si giunge così al Molo Musco dove ad attendere il corteo vi è un peschereccio, ogni anno ne viene designato uno diverso fra quelli che compongono la flotta dell’isola.

processione per mare

A questo punto sono circa le 13, il sole è alto e il caldo si fa sentire, ma l’ambiente si riscalda ulteriormente: mentre il peschereccio lascia la banchina trasportando con sè la barchetta con la statua del santo e seguito da tutte le altre imbarcazioni andando a formare una spettacolare processione marina, un’intera batteria di fuochi d’artificio l’accompagna per tutta la sua durata in un crescendo di intensità e di potenza davvero impressionante. E’ difficile descrivere un simile scenario con le parole: bisogna VIVERLO. L’ultima fase della processione si ha col ritorno a terra e lo spostamento verso il sagrato della Chiesa. E’ lì che si consuma l’ultimo atto di questa suggestiva manifestazione, e si conclude con l’ennesima Benedizione e col tradizionale lancio dei garofani, proprio quelli che hanno fatto da cornice al Santo durante tutto il percorso e che vengono lanciati verso la folla che si accalca per prenderne qualcuno. E’ una scena forse caotica, ma mai violenta. Migliaia di garofani vengono lanciati eppure, quando la piazza si svuota, a terra non resta neppure un petalo. Ormai sono circa le 14 e mentre il lancio continua la barchetta viene ricondotta in Chiesa, sempre rivolta verso la folla e sembra quasi che San Silverio voglia dire ‘Vi aspetto anche l’anno prossimo’. Se Lui vuole ci saremo.